Cascina Verde

Lo staff

L’integrazione delle diverse figure professionali all’interno della Comunità e tra la Comunità e il Ser.D referente nella conduzione del programma terapeutico è alla base della metodologia di Cascina Verde.

Le Comunità di Cascina Verde si avvalgono di:

Uno staff di consulenti composto da:

  • Responsabile con compiti di programmazione degli interventi, organizzazione delle attività, coordinamento dell’équipe, mediazione nei contatti con la famiglia, collegamento con i servizi territoriali, gestione economica della casa, rapporti col territorio.
  • Operatori qualificati, in possesso dei titoli previsti, con compiti di definizione e realizzazione dei Progetti Educativi Individuali in qualità di educatore di riferimento, attraverso l’utilizzo degli strumenti della programmazione educativa; di gestione dei gruppi degli ospiti; di responsabilità di una o più attività.
  • Operatori di supporto con compiti di affiancamento nella sorveglianza serale, notturna e festiva e nella preparazione dei pasti
  • Infermiere con compiti di gestione dell’infermeria, controllo delle terapie, programmazione di visite ed esami.

Uno staff di consulenti composto da:

  • Psicologi con compiti di conduzione dei gruppi terapeutici della varie fasi; colloqui individuali;. partecipazione alla definizione dei programmi di riabilitazione in équipe;
  • Psichiatri con compiti di supporto psichiatrico agli ospiti, prescrizione e monitoraggio di farmacoterapie; partecipazione alla definizione dei programmi di riabilitazione in équipe;.
  • Medico con compiti di monitoraggio delle terapie sostitutive e consulenza all’équipe per la comunità di Azzate.
  • Arteterapista per la conduzione di un atelier di arteterapia presso la Comunità di Milano.
  • Danzaterapista per la conduzione di gruppi di espressività corporea nella Comunità Olgettina di Milano
  • Psicologo per la conduzione di un gruppo di Psicodramma per gli utenti della comunità di Azzate

L’équipe della comunità si avvale inoltre della collaborazione di:

  • Psicoterapeuti con compito di supervisione della équipe educativa;
  • Psicologa psicoterapeuta per il sostegno dei famigliari;
  • Volontari con compiti di supporto alla realizzazione di alcune attività produttive o per altre necessità espresse dalla équipe residenziale..

Lo staff riceve una formazione costante attraverso:

  • una supervisione a cadenza quindicinale con uno psichiatra
  • una riunione settimanale di equipe con la partecipazione dei consulenti
  • corsi di formazione esterni ed interni su temi specifici scelti a secondo delle necessità e degli interessi dell’equipe e dei singoli operatori.

Tipologia dell'utenza

Cascina Verde ha una consolidata esperienza nell’offerta di trattamento comunitario della doppia diagnosi.

Accoglie persone che presentano gravi problemi sia nell’ambito della dipendenza, sia nell’ambito della psicopatologia.

La comunità offre a questo tipo di utenza un percorso di cura finalizzato al raggiungimento di un sufficiente compenso psicofisico e ad una stabilizzazione del funzionamento globale della persona.

Le persone vengono perciò considerate nella loro particolarità e vengono loro proposti percorsi il più possibile personalizzati, compatibilmente con l’organizzazione e la vita di comunità.

Cascina Verde accoglie persone di ambo i sessi, maggiorenni, affette da abuso/dipendenza da sostanze, in particolare:

  • Persone con disturbi da uso di alcol e altre sostanze, anche in terapia con farmaci sostitutivi o antagonisti, che non riescono ad usufruirne efficacemente di trattamenti ambulatoriali, perché perdurano in poliabuso di sostanze, che hanno già avuto precedenti trattamenti in comunità, che sono esposti a comportamenti a rischio per sé e per gli altri o sono portatori di un disagio della dipendenza cronico. Queste persone possono usufruire di un programma di disuassefazione in grado di migliorare significativamente la loro vita, anche senza rinunciare al supporto farmacologico.
  • Persone con problemi di dipendenza in comorbilità psichiatrica con disadattamento sociale e relazionale marcato e riconosciute dal servizio psichiatrico di riferimento come soggetti da inserire nel modulo specialistico “doppia diagnosi”. In particolare sono inserite in questo modulo persone che soffrono di disturbi dell’umore, psicosi o disturbi di personalità gravi. In questi casi spesso il trattamento ambulatoriale è discontinuo e di frequente inefficace, per cui risulta utile un periodo residenziale. Perché sia possibile costruire un progetto terapeutico secondo la modalità di lavoro delle due comunità si rende necessaria una situazione di compenso, una sufficiente stabilità del quadro clinico ed una sufficiente capacità da parte dei pazienti di stare in gruppo e controllare gli impulsi. Sono per lo più esclusi gli inserimenti di pazienti che presentino importanti condotte antisociali e pregresse carcerazioni, che necessitano di un trattamento più normativo e pazienti con gravi disturbi alimentari, che necessitino di un intervento specifico. Queste richieste sono attentamente valutate caso per caso.
  • Sono altresi accolti anche quei soggetti che manifestano psicopatologie ma la cui problematicità principale è riconosciuta nell’area della tossicodipendenza. In questi casi entrambe le comunità garantiscono l’assistenza psichiatrica indipendentemente dal fatto che l’inserimento sia nei moduli terapeutici riabilitativi, ma si riservano il diritto di richiedere il rimborso degli psicofarmaci eventualmente utilizzati.
  • Persone con procedimenti penali in corso purché in affido ai servizi sociali (UEPE, esclusi coloro per i quali sia prevista una convenzione con il Ministero di Grazia e Giustizia), con progetti che prevedono inserimenti in programmi residenziali e che rientrano nelle tipologie sopra descritte.
  • Persone che necessitano di un’osservazione diagnostica in ambiente protetto, che sul territorio risulta difficile da attuare o per il perdurare dell’abuso o per assenza di compliance da parte dell’utente. Questa opportunità permette di meglio identificare il percorso terapeutico da proporre.
  • Persone che sono in fase di uscita da un percorso terapeutico, con almeno sei mesi di stabilità nell’astensione dall’uso di sostanze e che necessitino di un accompagnamento per una riabilitazione delle capacità sociali. A questi viene offerto, in un appartamento esterno alla comunità, un luogo dove sperimentare il cambiamento nell’approccio alla vita sociale e il sostegno a scelte più consapevoli dei propri limiti e delle proprie risorse

Presa in carico

L’accesso ai servizi residenziali di Cascina Verde avviene solitamente tramite i Servizi Territoriali che hanno in carico l’utente(vedi NB). La segnalazione avviene attraverso un primo contatto telefonico con il Centro Specialistico Agnesi di Milano, durante il quale si raccolgono le prime informazioni necessarie a valutare l’adeguatezza della richiesta e si chiede al servizio una relazione sociale, psicologica ed eventualmente psichiatrica, che evidenzi gli elementi essenziali della storia del paziente e in particolare della storia di cura.

Viene quindi fissato l’appuntamento per il primo colloquio, entro 15 giorni dal primo contatto (compatibilmente con la lista di attesa).

NB: In base alla Delibera della Regione Lombardia del 10.10.07, i residenti in regione hanno la facoltà di scegliere a quale unità di offerta accreditata accedere, fatto salva la necessità della dichiarazione dello stato di dipendenza rilasciata da uno dei servizi titolati. Può avvenire perciò che un utente acceda alla nostra struttura, senza informare il proprio servizio. In questo caso, poichè Cascina Verde ritiene il trattamento residenziale come parte di un percorso di cura destinato a proseguire, vengono comunque attivati i contatti necessari con i servizi di cura territoriali, in modo da facilitare una presa in carico congiunta che favorisca una continuità del trattamento, anche dopo le dimissioni.

Prima dell’ingresso in comunità sono previsti due colloqui:

  • Il primo presso il Centro Specialistico Agnesi a Milano con una psicologa che accoglie e chiarisce la richiesta dell’utente, effettua la raccolta anamnestica, verifica l’idoneità al trattamento proposto e individua la struttura più consona a tale scopo, tra le due comunità di Milano o di Azzate
  • Un secondo con il responsabile della comunità scelta che, dopo aver illustrato approfonditamente e nei dettagli il programma della comunità con le fasi, gli obiettivi, i tempi, gli strumenti, l’organizzazione della giornata, le regole, ecc., confermi l’idoneità dell’utente.
  • In quest’occasione viene anche letto e consegnato il regolamento, la lista degli esami clinici da effettuare prima dell’ingresso e l’elenco del corredo necessario.
  • Normalmente l’intervallo di tempo tra il primo colloquio e l’ingresso in comunità è di circa 30/40 giorni; un tempo più lungo potrebbe dipendere dalla lista di attesa.
  • La famiglia

    Cascina Verde ha ritenuto fin dall’inizio della sua attività che, per la buona riuscita del trattamento riabilitativo degli utenti, fosse indispensabile il sostegno o la terapia della famiglia.

    Per questo, fin dal primo colloquio, la famiglia viene coinvolta nel percorso terapeutico. anche perché di fatto, nonostante sia spesso anch’essa portatrice di molte problematiche a volte patologica essa stessa e generatrice di patologie, per la maggior parte delle persone che accogliamo risulta essere la risorsa fondamentale da utilizzare anche dopo la dimissione dal programma,.

    Obiettivo delle relazioni con la famiglia è il recupero delle risorse ausiliarie e supportive per gli ospiti, compatibilmente al sistema familiare esistente. Per arrivare a questo obiettivo, all’interno della struttura comunitaria si svolgeranno, nei confronti dei familiari, azioni di informazione sulla condizione psicopatologica, spesso cronica, del loro parente; di sensibilizzazione e di attenzione verso una cultura della cura farmacologica, come esito conclusivo del trattamento comunitario; di negoziazione dei progetti trattamentali comunitari ipotizzati; di collaborazione con la struttura comunitaria nelle fasi periodiche di rientro a casa, programmate per il loro parente; di apprendimento dell’utilizzo delle risorse territoriali disponibili.

    Inoltre, per gli ospiti, l’incontro con i familiari diventa anche un momento di verifica della realtà (della situazione e delle relazioni all’esterno), che facilmente, dopo un periodo di permanenza comunitaria, viene dimenticata e sostituita con progetti personali fantasticati e idealizzati e comunque estranei alla sua realtà socioaffettiva.

    Fin dall’ingresso del paziente in comunità, viene fissato un appuntamento con la psicologa terapeuta della famiglia per tutti i componenti la famiglia (genitori, fratelli, nonni, coniuge o partner, figli). La metodologia adottata prevede incontri mensili con la singola famiglia, dal momento della presa in carico del paziente in struttura fino anche ad alcuni mesi dopo la sua dimissione. Obiettivo di questi incontri è la conoscenza del contesto familiare e la valutazione di ipotesi di intervento sulla relazione. E’ prevista la partecipazione del paziente a questi incontri solo ad un certo punto del trattamento, con modalità che tengono conto della specificità del caso e dei programmi delle due comunità.

    Per quanto riguarda la cadenza delle relazione con le famiglie, essa viene definita dai programmi delle due comunità.

    I servizi invianti

    Proprio per la complessità delle problematiche dei pazienti accolti nelle nostre strutture, il trattamento in comunità non può che essere considerato come parte di un percorso di cura, luogo e tempo utile per affrontare situazioni di particolare scompenso o compromissione del paziente. Riteniamo perciò importante, per un buon esito del trattamento e a garanzia della continuità della cura, una stretta collaborazione con i Servizi territoriali. Per questo motivo, fin dall’inizio, è previsto lo scambio di informazioni e una progettazione condivisa.

    Prima dell’ingresso viene richiesta al Servizio una relazione psico-sociosanitaria e altre informazioni utili ad una prima definizione degli obiettivi dell’invio in struttura.

    Durante la permanenza in struttura sono previste e sollecitate visite periodiche da parte del servizio referente per condividere le osservazioni e i progetti messi in campo. Le cadenze vengono di volta in volta programmate direttamente con gli operatori del Servizio.

    E’ importante che questi incontri avvengano almeno in due occasioni:

    • al 3° o 4° mese, al momento cioè della stesura del progetto individuale, per confrontarsi sulle valutazioni emerse nel periodo di osservazione e condividere le ipotesi di trattamento
    • al termine del trattamento, in vista della progettazione delle dimissioni, per chiarire le effettive risorse disponibili (familiari, del Servizio e territoriali).

    E’ richiesta anche una buona collaborazione per organizzare insieme eventuali periodi di sospensione temporanea dal programma o di verifica all’esterno della comunità, perché possano essere davvero momenti di rivalutazione delle motivazioni al trattamento o di prova della tenuta della stabilità, prevedendo in queste uscite sia colloqui con gli operatori di riferimento, sia controlli delle urine. Questo perché si possa comunque, anche in presenza di interruzioni del programma, mantenere una certa continuità della cura.

    Il programma delle comunità residenziali e la valutazione

    Nelle strutture di Cascina Verde sono accolte persone che presentano gravi problemi di funzionamento globale, dovuti sia a disturbi da uso di sostanze, sia a psicopatologie psichiatriche. Sono persone che manifestano acuti scompensi sintomatologici nell’area del funzionamento della personalità e nelle modalità di consumo di sostanze legali e illegali, evidenziano una rete sociofamiliare debole o poco consistente e richiedono un periodo di recupero in un ambiente protetto.

    La comunità offre a questo tipo di utenza un percorso di cura, finalizzato al raggiungimento di un sufficiente compenso psicofisico e ad una stabilizzazione del funzionamento globale della persona.

    Sono proposti quindi percorsi il più possibile personalizzati, compatibilmente con l’organizzazione e la vita di comunità.

    I programmi delle due comunità hanno la stessa impostazione alla base, con piccole differenze nei tempi e nelle attività.

    Si articolano in tre o quattro fasi:

    • fase di INSERIMENTO
    • fase di OSSERVAZIONE
    • fase di TRATTAMENTO
    • fase della DIMISSIONE o INSERIMENTO

    La fase di INSERIMENTO

    ha come obiettivi:

    1. facilitare l’inserimento nel gruppo dei residenti;
    2. stabilire, attraverso una prima conoscenza reciproca, la compatibilità con un programma residenziale comunitario;
    3. iniziare un processo di assestment diagnostico.

    La fase di OSSERVAZIONE

    Principale obiettivo di questo periodo, una volta individuate le aree problematiche, è quello di aiutare la persona a riconoscerle e ad approntare delle possibili soluzioni, tramite l’elaborazione, insieme al gruppo degli operatori e degli utenti, di alcuni obiettivi di lavoro nelle seguenti aree: cura di sé, astensione dall’uso di sostanze, stabilizzazione nelle farmacoterapie, relazioni con le persone, rapporti familiari e lavoro.

    Le persone sono introdotte gradualmente nella vita di comunità, nei percorsi e negli strumenti praticabili.

    In questa fase le persone, che sono in terapia con farmaci sostitutivi o antagonisti, mantengono inalterata, per almeno tre mesi, la posologia concordata e stabilizzata con il proprio servizio prima dell’ingresso, dopo i quali viene valutata dall’équipe la possibilità o meno di dar luogo allo scalaggio, definendo se del caso i tempi e le modalità.

    Verso il 4° mese vengono elaborati dall’équipe la diagnosi multidisciplinare e il conseguente progetto trattamentale individuale, che sarà condiviso, in appositi incontri, sia con il servizio referente, che con i familiari.

    Nel caso in cui l’osservazione faccia emergere situazioni e caratteristiche di incompatibilità col trattamento previsto dalla nostra struttura, si procederà in breve tempo alle dimissioni, con una restituzione al paziente, ai familiari e ai servizi territoriali delle considerazioni che hanno portato a queste conclusioni.

    La fase di TRATTAMENTO

    Il tempo dedicato a questa fase serve a verificare e a valutare per ciascuno: il grado di partecipazione alle attività; il livello di adesione alle indicazioni educative; le capacità di utilizzo delle proprie risorse in ambito lavorativo; le risorse relazionali; le risorse introspettive; il rapporto con gli operatori; la situazione delle relazioni familiari; la stabilizzazione dell’astensione e delle farmacoterapie, ove siano necessarie.

    Obiettivi principali di questa fase sono:

    1. la stabilizzazione osservata nella partecipazione alla vita comunitaria, che non necessariamente significa lo stesso livello di attivazione e partecipazione per tutti, ma almeno che i ritmi quotidiani e le modalità comportamentali abbiano raggiunto una prevalente costanza nel tempo;
    2. la stabilizzazione delle farmacoterapie (sia per chi ha una terapia sostitutiva, sia per chi è in terapia con psicofarmaci), che significa non necessariamente una eventuale completa astensione da qualsiasi farmaco, ma anche più semplicemente un livello stabile di compenso farmacologico, il migliore possibile per la persona stessa.

    I tempi per realizzare questi obiettivi sono evidentemente molto personalizzati.

    In tutti i casi, circa ogni due mesi l’équipe procede a una rivalutazione degli obiettivi del trattamento e del percorso personale di cura, in modo da poter predisporre i necessari aggiustamenti in tempi relativamente brevi.

    La fase della DIMISSIONE o del REINSERIMENTO

    Una volta raggiunti gli obiettivi del trattamento, si procede alla fase di preparazione alla dimissione, da non intendere semplicemente come chiusura del programma e neppure da realizzare in breve tempo, ma più precisamente come fase di verifica, che può richiedere anche diversi mesi.

    Se da una parte la fragilità di queste persone spesso porta a pensarle come mai pronte ad uscire dalla struttura protetta, d’altra parte non è pensabile ipotizzare un percorso comunitario senza un termine. L’esperienza di Cascina Verde è quella di considerare realistici gli obiettivi realizzabili nel periodo ristretto di un programma di comunità, tenendo conto, come più volte ribadito, che il percorso comunitario non è esaustivo di un programma terapeutico.

    Proprio per questo è importante dedicare molto più tempo alla verifica dei passi fatti.

    Due sono gli obiettivi di questa fase:

    Verificare all’esterno la tenuta della situazione di compenso raggiunta in comunità, attraverso graduali uscite programmate dalla struttura. Il lavoro in comunità sarà tutto centrato nella preparazione, programmazione, individuazione degli obiettivi specifici, nonché nella valutazione delle eventuali difficoltà riscontrate.

    Sono prese in considerazione anche eventuali ricadute nell’uso di sostanze o nell’aggravamento di alcuni sintomi della patologia psichica. Tutto ciò è oggetto di ripresa nei colloqui individuali e nei gruppi terapeutici e, se necessario, anche motivo di ritorno alla fase del trattamento.

    Il reperimento e l’attivazione di tutte le risorse disponibili sul territorio di appartenenza, quelle ritenute necessarie perché all’uscita dalla comunità il sostegno di tipo sociale e psicologico sia effettivamente efficace per la persona. Per risorse si intende soprattutto: la famiglia, i servizi per le dipendenze, i servizi della psichiatria, i gruppi di auto-aiuto, le cooperative sociali.

    Anche questo passaggio richiede una gradualità commisurata alle risorse personali e al livello di compromissione con la dipendenza e il disturbo psichico.

    Questo significa che per qualche utente l’obiettivo sarà il ritorno in famiglia, avendo acquisito una migliore e più corretta capacità di utilizzare i servizi del territorio; mentre per altri si potranno elaborare progetti di inserimento lavorativo, da realizzarsi anche in strutture appositamente dedicate al reinserimento. In questo caso viene valutata, tra le altre, l’opportunità di utilizzare i posti disponibili nell’appartamento di Gallarate, gestito da personale della comunità.

    La valutazione

    L’équipe della comunità ha scelto una serie di strumenti scientifici di valutazione, per definire la tipologia dei pazienti accolti e monitorare l’adeguatezza dei programmi riabilitativi.

    Durante il primo mese:

    • EUROP-ASI: schede di indagine psico-sociale
    • VADO: strumento di valutazione delle abilità e di definizione degli obiettivi della riabilitazione; la somministrazione viene poi ripetuta al 4° mese e al termine del trattamento
    Durante la fase di osservazione:
    • SCID-I: intervista clinica strutturata per le principali diagnosi dell’Asse I del DSM-IV;
    • SCID-II: intervista clinica strutturata per i disturbi di personalità, Asse II del DSM-IV
    • MMPI-2: questionario per la valutazione dei disturbi di personalità, che ogni sei mesi circa viene ripetuto, per verificare eventuali cambiamenti intervenuti
    Verso il termine del trattamento:
    • WIS/SVP: scala dei valori professionali, per aiutare ad orientarsi nella scelta dell’indirizzo professionale.

    Attività proposte

    Giornata tipo in comunità

    La vita in comunità inizia con il suono della sveglia alle 7.30 nei giorni feriali e alle 8.30 in quelli festivi . Nella mezz'ora successiva ci si ritrova nella sala comune per la colazione. Entro le 9.00 ogni utente della Cascina Verde deve passare in infermeria per la propria terapia farmacologica.

    La giornata continua con una riunione organizzativa dove con gli operatori si stabioliscopno i turni di lavoro e la partecipazione alle diverse attività della giornata (pulizie delle camere e parti comuni, turni negli ambienti di lavoro).

    Al termine della mattinata, prima o dopo il pranzo, ci si ritrova per una riunione di verifica cui segue un'ora di riposo. Al pomeriggio ci sono attività diverse come gruppi terapeutici, arteterapia, danzaterapia, psicodramma, lavoro....... Un'ora di tempo libero e alle 19,30 la cena.

    Dopo cena c'è il momento ricreativo libero o organizzato (film, sport in TV, giochi di società ......cineforum).

    Dopo la somministrazione delle terapie ill riposo suona" alle 22.40.

    La legatoria (solo a Milano)

    In legatoria si rilegano libri e si fa attività di cartonaggio. Per lo più si rilegano in libri i fascicoli di periodici ,riviste e giornali. La maggior parte del lavoro è svolta a mano con procedimenti artigianali, quindi utilizzando colla , pennello, aghi e filo per cucire. Le copertune possono essere in tela, carta, stoffa o in pelle ed è possibile stamparvi delle indicazioni.

    Molti dei clienti sono studi legali o notarili che portano riviste e periodici del settore da rilegare in mensilità o annualità oppure i privati che chiedono di risistemare vecchi libri scoperti nelle biblioteche di casa.

    Nell'ambito dell'attività di cartonaggio si fanno portafoglietti, portafotografie di tutte le misure, album, portadocumenti, portamatite, scatole di ogni genere, agende, rubriche. ecc. Questi prodotti vengono venduti su commissione o nelle fiere.

    La cucina

    La preparzione dei pasti è considerata attività di grande importanza sia per quanto riguarda la corretta preparazione, conservazione e sommisnistrazione dei cibi sia per quanto riguarda la varietà dei menù proposti.

    Per questo l'attività è gestita da due cuoche che hanno frequentato un corso di HACPP e sono affiancate da ospiti scelti a turno.La presenza della cuoca è limitata a tutte le mattine mentre alla sera la preparazione dei pasti è seguita da un operatore.

    La serra e l'orto

    Nella serra vengono coltivate piante e fiori destinati alla vendita.

    Le piante vengono innaffiate a mano, concimate, mondate e irrorate con prodotti disinfettanti e poi vendute al Comune di Milano e a privati grazie alla collaborazione con molte parrocchie del territorio e con i Gruppi di Volontariato Vincenziano

    Le piantine arrivano in talee che vengono poi coltivate fino alla grandezza.finale.

    Se ne occupano volontari esperti nel settore supportati da educatori e ospiti e altri volontari.,

    A maggio inizia la coltivazione dei crisantemi e ciclamini, a settembre quella delle stelle di natale, a novembre quelle delle primule e delle viole. A gennaio arrivano i gerani

    L'orto è stato creato grazie a dei volontari preparati ed appassionati. Oggi è seguito da un educatore e grazie al suo lavoro e quello degli ospiti che lo aiutano, le comunità possono mangiare prodotti freschi e naturali.

    Le operazioni nell'orto

    1. Vangatura terra
    2. Concimazione terra con letame di cavallo
    3. Semina i vaso delle culture
    4. Trapianto delle piantine in orto
    5. Semina a spaglio sulle prose adibite all'insalata
    6. Bagnatura quotidiana abbondante nei primi giorni
    7. Diserbo giornaliero delle e erbacce
    8. Zappatura per formare le canaline per l'assorbimento dell'acqua
    9. Ogni pianta viene curata a seconda delle sue necessità

    Glossario

    concimazione :

    la concimazione viene fatta senza utilizzare concimi chimici ma con l'utilizzo di letame di cavallo che In Olgettina viene regalato dal maneggio adiacente .

    trapianto da vaso a terreno:

    la prima coltura viene trattata in serra invasando i semi,in piccoli vasetti.Questo viene fatto nel mese di aprile e le piantine che crescono vengono trapiantate all'orto quando anno raggiunto l'altezza di 10 cm e quando il clima esterno è diventato più mite.

    semina a spaglio:

    la semina a spaglio consiste nello spargere i semi direttamente sul terreno della prosa, come avviene per l'insalata.

    asportazione dei germogli ascellari:

    ogni piantina di pomodori durante la crescita sviluppa dei germogli che crescono nella giuntura tra un ramo e l'altro e se non vengono rimossi indeboliscono la pianta e diminuiscono la produzione dei pomodori.

    i principali prodotti sono Rosmarino, Pomodori, Fagiolini, Zucchine, Melanzane, Peperoni, Salvia, Basilico, Prezzemolo, Insalata, Carote

    Sport e svago

    L'attività ludica è molto importante ai fini comunitari per trovare insieme un modo di divertirsi e di tenersi in allenamento fisico.

    Le principali attività sportive sono la pallavolo e il calcio in quanto entrambe le comunità dispongono di un campo a 7 con porte.

    Diversi sono i giochi di società e di intrattenimento come il Karaoke durante il periodo invernale.

    Scarica il Carta dei servizi Olgettina.

    Scarica il Carta dei servizi Azzate.

    Scarica il Carta dei servizi Gallarate.

    Scarica il Carta dei servizi Vimodrone.